La redazione ……
Questa edizione a tappe dell’Isola di favignana in Sicilia é alla seconda edizione.
Il secondo anno che organizzano il giro a tappe dell’isola di Favignana Trofeo area marina protetta isole egadi eco-podistica a tappe dal 3 al 10 luglio 2011 organizzzata dalla universitaspalermo-sportnuovieventisicilia-inouniversitas, col patrocinio della regione siciliana, provincia di Trapani comune di Favignana è una gara Internazionale e con atleti provenienti da tutt’Italia.
4^ tappa e 4° podio consecutivo con un ottimo 3° posto per

M.Francesca Pandolfo nella seconda edizione del giro a tappe dell’isola di Favignana arcipelago delle Egadi.cosa promessa cosa tenuta,prima dell’inizio ci aveva detto “se riesco a fare lo stesso posto dell’anno scorso é come una vittoria visto la qualità delle atlete iscritte a questa seconda edizione.”
Favignana alle 9,30 è partita l’ultima delle 4 tappe del giro, partenza ed arrivo dal villaggio Valtur, cambia il percorso ma non cambiano le posizioni sul podio e le classifice gli stessi vincitori maschili, Valeti Giuseppe dell’Universidas Palermo che batte per4^ gara consecutiva in volata Dall’Ara Michele GAV Vertono, terzo Gaspare Messina della Pol.Atl.Mazzara, in campo femminile 4° trionfo per Gabrielli Elisa atletica Arugnera, che ha battuto in uno spitn finale sino all’ultimo metro Pignetti Maria Rosa Mera Atletic club per un solo secondo, terza M.Francesca Pandolfo che consolida la sua posizione in classifica. Meglio di così non poteva andare afferma M.Francesca che ieri dopo la gara ha riportato un dolore al ginocchio, dolore che l’ha accompagnata durante la gara di stamattina, ora riposo assoluto sperando che non sia nulla di grave. Domani grande parata di personalità politiche e sportive alle premiazioni finali che si terranno alle 10 al palazzo Florio






ROTONDA (PZ) – (Comunicato stampa) L’Ente Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale sulla valorizzazione della coltura del Castagno curata dal Dipartimento dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente dell’Università della Basilicata. Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco,L’obiettivo strategico del progetto è quello dello sviluppo competitivo, sostenibile, integrato e multifunzionale del settore castanicolo italiano attraverso la valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del Castagno. Considerato un vero e proprio “albero del pane” della civiltà appenninica per l’importanza nell’alimentazione umana, per il pregio del suo legno impiegato per i più svariati usi, il Castagno ha attraversato un grave declino a partire dal primo dopoguerra ai nostri giorni. La progressiva diminuzione dei castagneti da legno e da frutto dovuta sia alla utilizzazione industriale del legno che alla diffusione di patogeni molto aggressivi come il cancro corticale e il mal dell’inchiostro uniti all’abbandono dei territori di montagna ha impoverito notevolmente il patrimonio castanicolo italiano. Negli ultimi anni la coltura del Castagno è rivalutata in funzione di un’accresciuta domanda del frutto ma oltre a questo aspetto i castagneti rivestono oggi un grande valore culturale e paesaggistico tanto da poter essere inclusi nelle tipologie dei beni culturali e come tale valorizzato e tutelato. Il Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale con la consapevolezza del ruolo che i castagneti possono svolgere nello sviluppo integrato e sostenibile della media montagna e della tutela da assicurare ad un ecosistema unico e in fase di profonda trasformazione. Le azioni proposte dall’Unità operativa, in linea col gli indirizzi del Piano Castanicolo Nazionale, riguardano la caratterizzazione del germoplasma autoctono mediante uno studio sugli ecotipi, sulle caratteristiche bio-agronomiche, resistenze a stress biotici e abiotici, caratteristiche qualitative dei frutti ai fini di una utilizzazione per produzioni artigianali nel settore dolciario. Oltre a questo occorre affrontare una nuova minaccia dovuta alla diffusione di un piccolo insetto imenottero noto come Cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus) osservato per la prima volta in Italia nel 2002 in provincia di Cuneo e oggi diffuso in tutto l’Appennino. Proprio su quest’ultima emergenza, nel corso del Consiglio direttivo, si è soffermato il consigliere Giovanni Manoccio, sollecitato da diversi cittadini per via del problema diffusosi anche nel Parco, il quale ha apprezzato l’iniziativa dell’Ente che va nella direzione della tutela del Castagno. La minaccia dell’insetto





