Luigi Gigiotto Bisignani
SAN DONATO DI NINEA, IL RESPIRO BREVE DI UN PAESE CHE TORNA A SOGNARE
San Donato di Ninea, primi giorni di agosto.
C’è un momento preciso, ogni estate, in cui il paese sembra svegliarsi da un lungo silenzio. Non è solo un cambiamento visibile: è un respiro che ritorna, un battito che riprende forza.
Le strade, prima vuote, si riempiono di passi familiari. I vicoli tornano a custodire voci, risate, richiami. Le case chiuse per mesi si aprono come scrigni di memoria, lasciando uscire profumi, ricordi, vita.
Tornano i figli, i nipoti, gli amici. Tornano gli abbracci che sanno di attesa e di appartenenza. Tornano gli sguardi che si riconoscono senza bisogno di parole.
Per qualche giorno, San Donato di Ninea non è nostalgia.
È presenza. È calore. È casa.
Eppure, tra la luce di queste giornate, si insinua una frase che scivola piano, quasi a non voler disturbare:
«È solo per pochi giorni… poi andranno via tutti.»
È una verità che non grida, ma resta.
Come un’ombra dietro la festa.
Perché questo ritorno ha il tempo fragile dell’estate. È un miracolo breve. Una parentesi che si apre e si chiude troppo in fretta.
Poi, un giorno, le valigie si richiudono. Le auto riprendono la strada. Verso il Nord, verso le città, verso vite lontane. E il paese, lentamente, torna a spogliarsi di quella presenza che lo aveva reso vivo.
Le luci si affievoliscono. Le finestre si richiudono. Il silenzio ritorna, più profondo di prima.
E sembra quasi che quel respiro si spezzi di nuovo.
Resta allora una domanda sospesa, come una preghiera:
come sarebbe San Donato di Ninea se tutto questo non finisse?
Se quelle voci restassero.
Se quei passi continuassero a riempire le strade.
Se la vita non fosse solo un passaggio, ma una scelta quotidiana.
Un tempo si partiva per desiderio. Oggi si parte per bisogno.
E così i nostri paesi diventano luoghi che brillano per un attimo, per poi tornare nell’ombra dell’assenza.
Agosto non è solo un mese.
È uno specchio dell’anima. Riflette ciò che siamo stati, ciò che siamo ancora, e ciò che potremmo tornare ad essere.
San Donato di Ninea non è soltanto un paese.
È radice che resiste, è memoria che chiama, è cuore che non dimentica.
E nelle immagini del passato, nei volti impressi nelle vecchie fotografie, nei racconti custoditi nelle famiglie, vive una verità semplice e potente:
finché qualcuno ricorda, finché qualcuno racconta, nulla è davvero perduto.
Perché un paese non muore quando si svuota.
Muore solo quando smette di essere raccontato.
✍️ Luigi Gigiotto Bisignani

