La valigia dei sogni – Nostalgia di San Donato di Ninea

Luigi Gigiotto Bisignani 

La valigia dei sogni – Nostalgia di San Donato di Ninea

San Donato di Ninea, paese della mia alba lontana,
tra monti silenziosi e vento che piano s’allontana.
Lì nacqui tra pietre antiche e campane al mattino,
tra vicoli stretti dove il tempo cammina piano piano vicino.

Ricordo il sole che accendeva i tetti dorati,
e gli ulivi sui colli, dal vento accarezzati.
Le voci della piazza, le risate dei bambini,
e i sogni che crescevano leggeri come uccellini.

Poi venne quel giorno, vent’anni appena compiuti,
gli occhi pieni di strade e di orizzonti sconosciuti.
Partii con una valigia, leggera ma colma di cuore,
piena di sogni, di speranze e di giovane ardore.

Lasciai la mia terra, la famiglia e gli amici cari,
le sere d’estate e i racconti sotto i lampioni chiari.
Lasciai l’amore ingenuo della mia gioventù,
senza sapere se un giorno sarei tornato lassù.

La strada era lunga, il mondo grande davanti,
giorni di lotta, di lavoro, di passi pesanti.
Ma dentro di me, come una fiamma nascosta,
viveva sempre il ricordo della mia terra composta.

Ogni inverno portava un pensiero lontano,
ogni estate il profumo del mio paese lontano.
E nelle notti silenziose, quando il cuore si stringe,
la memoria di San Donato piano piano mi spinge.

Rivedo le montagne avvolte nella sera,
le stelle sopra il borgo come una luce sincera.
Rivedo la casa, la porta socchiusa piano,
e il volto di mia madre che mi prende per mano.

Quanti anni son passati da quel treno partito,
quanti passi nel mondo e quante strade ho seguito.
Eppure nel cuore resta sempre uguale e vera
la nostalgia dolce della mia prima primavera.

Perché un paese non è solo una terra lontana,
ma il luogo dove nasce la nostra anima umana.
È famiglia, è amici, è la voce del cuore,
è la gioventù vissuta nel primo amore.

Ed oggi che il tempo ha imbiancato i pensieri,
ritorno con la mente tra quei sentieri.
Scrivo parole che il vento porterà via piano,
fino ai monti silenziosi di San Donato lontano.

Se chiudo gli occhi sento ancora la piazza,
le campane, la festa, la gente che si abbraccia.
E capisco che dentro, anche dopo tanti anni,
quel paese vive ancora nei miei sogni e nei miei affanni.

San Donato di Ninea, terra che non si scorda,
anche se la vita lontano mi porta.
Perché chi parte con una valigia di speranza,
porta per sempre nel cuore la sua lontana infanzia.

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1 commento

  1. “La valigia dei sogni – Nostalgia di San Donato di Ninea” è una poesia che racconta con delicatezza e profondità una delle esperienze più comuni e allo stesso tempo più intime della storia italiana: l’emigrazione. Attraverso versi semplici ma ricchi di sentimento, l’autore dipinge il legame indissolubile tra una persona e il proprio paese d’origine, in questo caso il borgo calabrese di San Donato di Ninea.

    Il testo si muove tra memoria e nostalgia. Il paese non è descritto solo come un luogo geografico, ma come un universo affettivo fatto di suoni, immagini e profumi: le campane del mattino, i vicoli stretti, gli ulivi mossi dal vento, le risate dei bambini nella piazza. Sono dettagli che evocano la vita semplice dei piccoli borghi del Sud Italia e che diventano simboli di un tempo che resta vivo nella memoria anche dopo decenni.

    Il momento centrale della poesia è la partenza: una valigia leggera ma piena di sogni accompagna il giovane protagonista verso un futuro incerto. È l’immagine classica di tante generazioni che hanno lasciato la propria terra in cerca di lavoro e opportunità. Non c’è però solo malinconia: c’è anche la forza della speranza, il coraggio di affrontare il mondo.

    Con il passare degli anni, il viaggio diventa anche un viaggio interiore. La vita lontano dal paese porta fatica e sacrifici, ma la memoria delle radici resta come una “fiamma nascosta”. È proprio questa immagine a riassumere il senso della poesia: il luogo in cui si nasce continua ad abitare dentro di noi, indipendentemente dalla distanza.

    Il finale restituisce una riflessione universale: un paese non è soltanto una terra sulla carta geografica, ma è famiglia, amicizia, giovinezza, identità. La nostalgia non è solo rimpianto, ma anche riconoscenza verso ciò che ci ha formati.

    In questo senso, la poesia diventa non solo un ricordo personale, ma anche una testimonianza collettiva della memoria di tanti emigranti italiani, per i quali la “valigia dei sogni” ha rappresentato allo stesso tempo partenza, sacrificio e speranza.

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