Luigi Gigiotto Bisignani
Domande che meritano una risposta
Ci sono momenti in cui, nonostante l’esperienza e il tempo passato a fare le cose con passione, ci si ferma e ci si rende conto che alcune domande restano lì, sospese. Non per mancanza di attenzione, ma perché una risposta logica proprio non arriva. E quando questo accade, l’unica cosa sensata da fare è condividerle.
Da 18 anni esiste un giornale interattivo che parla esclusivamente di San Donato. Diciotto anni non sono pochi: significano costanza, dedizione, sacrifici, tempo sottratto alla vita privata e soprattutto una scelta chiara, mai cambiata, di raccontare il nostro paese senza chiedere nulla in cambio.
In questo periodo sono stati pubblicati oltre 1400 articoli, tutti gratuiti, tutti accessibili a chiunque, senza abbonamenti nascosti, senza paywall, senza secondi fini.
Un giornale nato per i sandonatesi e cresciuto con loro.
Letto a San Donato, certo, ma anche ovunque nel mondo, dove ci sono persone che portano ancora nel cuore questo paese. Con più di 900 abbonatie articoli che spesso raggiungono migliaia di lettori, non per caso, ma perché evidentemente c’è interesse, c’è fiducia, c’è un legame reale. Basti pensare che l’ultimo articolo ha raggiunto 1200 letture in mezza giornata: numeri che parlano da soli, senza bisogno di essere enfatizzati.
Eppure, nonostante tutto questo, nasce spontanea una domanda.
Una domanda semplice, ma non banale.
Perché alcune notizie che riguardano San Donato vengono pubblicate su siti a pagamento, poco conosciuti e poco seguiti dai sandonatesi sparsi nel mondo, invece di essere condivise su una piattaforma che da quasi vent’anni è gratuita, seguita, riconosciuta e costruita proprio per questo paese?
Non è una critica.
Non è una rivendicazione.
È solo una constatazione.
Se l’obiettivo è informare, perché scegliere canali che informano meno persone?
Se l’obiettivo è valorizzare San Donato, perché farlo in luoghi dove San Donato arriva a fatica?
Se l’obiettivo è raggiungere la comunità, perché ignorare uno strumento che quella comunità la raggiunge davvero?
Forse mi manca un passaggio.
Forse c’è una logica che non colgo.
O forse, semplicemente, dopo 18 anni di lavoro silenzioso, gratuito e costante, non ho ancora capito fino in fondo come vengono fatte certe scelte.
Questo giornale non ha mai chiesto privilegi. Ha solo continuato, giorno dopo giorno, a raccontare San Donato così com’è: con i suoi eventi, le sue persone, le sue storie grandi e piccole. Senza filtri, senza tornaconti, senza chiedere nulla in cambio se non attenzione e rispetto.
Non cerco applausi.
Non cerco riconoscimenti.
Cerco solo una risposta che abbia senso.
E se io non riesco a trovarla, forse è giusto chiederla a voi.
Quando le risposte non arrivano: una domanda ai sandonatesi
A volte mi fermo a riflettere e mi pongo delle domande alle quali, sinceramente, non riesco a dare una risposta. E allora provo a chiederla a voi.
Da ormai 18 anni esiste un giornale interattivo dedicato esclusivamente a San Donato. Diciotto anni di lavoro costante, passione e impegno. Un giornale che racconta solo e soltanto il nostro paese, la nostra comunità, la nostra storia quotidiana.
In questo lungo percorso sono stati pubblicati oltre 1400 articoli, tutti accessibili gratuitamente, letti non solo a San Donato ma in tutto il mondo, ovunque ci siano sandonatesi.
Parliamo di numeri concreti: più di 900 abbonati, articoli che spesso raggiungono 3.000 o 4.000 lettori, e casi recenti in cui un singolo articolo è stato letto da 1.200 persone in appena mezza giornata. Dati reali, verificabili, che dimostrano quanto questo giornale sia seguito, vivo e partecipato.
Ed è proprio qui che nasce la mia domanda.
Perché, nonostante tutto questo, alcune persone preferiscono pubblicare notizie su siti a pagamento, poco conosciuti e poco frequentati dai sandonatesi sparsi nel mondo, invece di utilizzare una piattaforma gratuita, seguita, radicata nel territorio e attiva da quasi vent’anni?
Sbaglio io?
Mi sfugge qualcosa?
Oppure, dopo tutti questi anni, non ho ancora capito come funzionano davvero certe scelte?
Questa non vuole essere una polemica, ma una riflessione sincera. Perché se l’obiettivo è informare, condividere e mantenere vivo il legame con San Donato, allora forse vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi dove e per chi si comunica.
Io, questa risposta, continuo a cercarla.
Magari qualcuno di voi può aiutarmi a trovarla.


1 commento
Autore
La risposta, forse, non è così lontana come sembra.
Diciotto anni di lavoro gratuito, costante e coerente non sono solo numeri: sono una storia di fiducia costruita giorno dopo giorno. Chi legge questo giornale lo sa bene, perché lo riconosce come uno spazio familiare, autentico, dove San Donato viene raccontato con cura, senza filtri e senza interessi nascosti. Ed è proprio per questo che esiste, cresce e continua a essere seguito, anche a migliaia di chilometri di distanza.
Forse alcune scelte comunicative nascono da abitudini, da relazioni già avviate, o semplicemente da una mancata consapevolezza del valore e della portata reale di questo progetto. Non sempre si sceglie “altro” per escludere, ma a volte perché non ci si ferma abbastanza a guardare ciò che già funziona.
Il punto forte di questo giornale è proprio quello che non ha mai preteso nulla: ha solo offerto. Informazione libera, accessibile, radicata nel territorio e aperta al mondo. E i numeri, come giustamente sottolinei, parlano chiaro: non servono slogan quando c’è una comunità che legge, partecipa e si riconosce.
Forse la risposta sta qui: continuare a fare ciò che è sempre stato fatto, con la stessa passione e coerenza. Perché chi ha davvero a cuore San Donato, prima o poi, capirà che il luogo migliore per raccontarlo è quello che San Donato lo vive ogni giorno.
E se la domanda resta aperta, non è un segno di debolezza, ma di maturità. Perché solo chi tiene davvero a qualcosa continua a interrogarsi, non per polemica, ma per amore della propria comunità.
Luigi Gigiotto Bisignani