Mag 14

Poesie dalla Serbia…MILICA !!

La Redazione

Siamo onoratissimi della lettera che mi ha inviato una  delle più famose poetesse e scrittrice  della Serbia “MILICA LILIC”, spiegandomi che ha scelto il nostro giornale,per la semplicità e richezza di foto e notizie di un piccolo ma bellissimo paese come “San Donato di Ninea”.
 Pubblicando  qualche sua poesia e la sua biografia  valorizziamo il nostro giornale
Visto e letto la sua biografia non possiamo che essere fieri di avere tra i nostri lettori abbonati  un’artista di questa fama.

MILICA JEFTIMIJEVIĆ LILIC

Milica Jeftimijević Lilić è nata il 28 agosto 1953 a Lovac, presso Banjska, nel Kosovo e Metohija, in Serbia. Si è laureata presso la Facoltà di filosofia di Pristina. È stata docente all’Università di Pristina, caporedattore della Televisione di Belgrado e critico televisivo.
Ha pubblicato le sillogi di poesia: Buio, liberazione (1995), Ibernazione (1998), Le note di viaggio della pelle (2003), Incantesimo (2007), Il rotolamento del rotolo (2009), il volume di narrativa Il contenuto del caso (2002), tre libri di critica letteraria La poetica del presagio (2004), L’illuminazione epistemologica (2007), Le portate e le fondamenta della critica (2011). Tetuaggio del mente ( poesie),” Mondo dei libri”, Belgrado, 2012., Il gorgoglio della mente,  (poesie  in serbo- italiano), Smederevo, 2012…
Scrive anche per l’infanzia. Presente in numerose antologie, è vincitrice di molti premi nazionali e del premio “Orfeo di bronzo” di Francoforte. È stata tradotta in russo, inglese, francese, italiano, arabo, ungherese, macedone, turco, tedesco.
È vicepresidente dell’Associazione degli Scrittori della Serbia. Vive a Belgrado.
Scrive anche per l’infanzia. Presente in numerose antologie, è vincitrice di molti premi nazionali e del premio “Orfeo di bronzo” di Francoforte. È stata tradotta in russo, inglese, francese, italiano, arabo, ungherese, macedone, turco, svedese, tedesco…
È vicepresidente dell’Associazione degli Scrittori della Serbia. Vive a Belgrado.

QUESTO AMORE
Quest’ amore  tra te a me
è necessario come la vita:
non sappiamo quando ebbe inizio
né dove vuole andare
né qual è la sua forza.
Quest’amore tra me e te
è pesante come un’ancora:
non sappiamo perché sprofonda
né che cosa lo sostiene
né dove porta.
Quest’amore tra me e te
è un acquazzone
non sappiamo da dove viene
né da che cosa è portato
né perché fiorisce.
Quest’amore tra me e te
è necessario come la vita
è pesante come un’ancora
piange come la pioggia

UNA COPPIA IRREALIZZATA
Se almeno avessimo cacciato la bellezza
In paesaggi sconosciuti
Come Cortázar e Carol Dunlop
Le parole con le quali forgiarono l’amore
Che vince il tempo e la morte.
Come Sartre e Simone de Beauvoir
Che bisticciando creavano l’eternità
E grossi volumi lo confermano anche oggi,
Se avessimo almeno annotato un desiderio
Nella nostra corrispondenza perché diventasse un nuovo verso,
Come Rilke e Cvetajeva,
Ci saremmo già realizzati come coppia.
Cercando le sponde invece
Affrontavamo invano le onde
Con i nostri deboli corpi –
Senz’arrivare a noi stessi
Spegnevamo le

IL FUOCO E IL VERBO
Senza il fuoco portato
Da quegli occhi profondi e sconosciuti
Sarei stata una campana che non conosce
La propria essenza.
Sarei stata un dovere innominabile.
Un vuoto che scoppia senza rumore.
Il crepuscolo dimentico del giorno.
Un’icona che nessuno bacia.
Una foglia già ingiallita
In attesa di alzarsi in volo.
Non un tremolio del lampo mattutino
negli occhi di ragazza innamorata.
Non un suono della corda
Suonata da un abile maestro di violino.
Non una scintilla del Verbo che brilla,
Né una Donna che conosce la propria essenza.
Né questa vita
Da celebrare con il Verbo.

UN AMORE CONCISO
In due parole
Si può
Raccogliere
Tutto lo spazio
E travasarlo
In un solo cuore.
Con due parole
Dell’anima appagata
Si può
Costruire
Un grande
Ponte
Luminoso
Che unisce
Due
Mondi
Sconosciuti.
Con due parole
Si può
Costruire
Un argine
Per proteggere
Il gorgoglio della mente
Nella poesia
Il fiume inarrestabile
Che scorre
In due sensi.

RITORNO A ME STESSA
Sono uscita finalmente
Dalla zona pericolosa
Dal tuo campo gravitazionale
Che mi aspirava
Dove avevo annullato me stessa
E mi ero trasformata in Te,
Piena di Te
Ho respirato con il Tuo respiro,
E sia la mattina che la notte erano colorate da Te.
Ora che sono tornata a me stessa
Sento la libertà,
Il mio secondo io,
La bellezza del ritorno al mio essere,
Tu sei ancora lì,
Distante comela Luna
Che seduce la fantasia
Ma non si tratta più del Sole
Che mi brucia la pelle
Con la sua forza,
Come una musica spenta
Che risuona ancora nella coscienza,
Non rompe più il cuore con il suo suono potente,
Come un’impronta nel bronzo
di un volto che sta già affogando.

Sarei potuta
Cadere come un pilota spaventato
Quando si trova dal lato sbagliato
Per essere catapultato senza via d’uscita
Potevo precipitare dalle Tue altezze
Appesantita dal Tuo peso,
Ho voluto invece fare due passi
Nelle altezze nobilitata da Te
Fino all’apertura dell’infinito
Su una stella non ancora scoperta
Per donarle il Tuo nome –
Se Tu m’avessi solo teso le mani
Quando mi sono inginocchiata davanti a Te
Incorporea.

Il MISTERO DELL’AMORE
Senza opposizione
Irrevocabilmente dichiaro:
Ti proclamo un fenomeno patologico
Della mia insonnia.
Scappi e scappo
Non vuoi niente, nemmeno io –
Siamo qui.
Nell’ordine delle cose senza senso
Tu sei l’essenza!
Il mistero dell’amore ci assedia.
La sponda dell’anima è ripida,
Io sono lo spazio senza pace.
Tutto ciò che non ho capito di me stessa.
Precipito nel tempo attraverso te.
Mi getti un filo dopo l’altro
Per tessere teneramente una coltre.

INDIVISIBILMENTE
Potrebbero farti navigare tutte le dee
Elleniche, romane, slave,
La dea Vesna potrebbe legarti a sé,
Arianna di Cnosso potrebbe raccogliere
In un nodo tutti i tuoi pensieri,
Per cancellarmi, per annullarmi.
Cronos potrebbe
Bendarti gli occhi,
Circe privarti dell’udito,
Ma nel rumorio più silenzioso del vento
Sentirai il mio cuore sussurrare
Una preghiera perla Tuatranquillità.
Nel grido penetrante del gabbiano
Riconoscerai il lamento della mia anima
Nella quale hai sbirciato una volta.
Nella nuvola improvvisa su di te,
Quando sarai il più possibile allegro,
Vedrai il mio volto in lacrime
nascondere l’ansia della ricerca di Te.
Nella salvezza dal pericolo più grande
Sentirai una benedizione
Impetrata dal silenzio delle mie labbra.
Nell’angolo più segreto di te stesso
Sentirai la mia presenza
E mi sorriderai ogni tanto
Complice.
Nel profondo dubitare di tutto
Prepari i miei occhi al sapere
Che, una volta spezzato,
Come me
Nessuno più nella testa né nel respiro.

GIOCO INNOCENTE
In modo non obbligato, ardito, innocente,
È stato lui per primo a cominciare.
Lei ha accettato facilmente
E tutto incominciò a girare.
Poi è stata lei
Ad aggiungere la fantasia,
A cambiare il senso come un coreografo,
A intrecciare nuove mosse.
E il gioco gonfiò le vele.
E dal gioco lui si lasciò trascinare,
Talvolta resistendo per un istante,
Talvolta con gioia
Ed è accaduto qualcosa d’importante.
Nel deserto quotidiano della giornata
Una nuova desiderata realtà,
Conservata fuori del tempo,
Raggiante nella luce del Verbo.
Ma la realtà non permette il gioco,
Lo soffoca, lo vuole fermare.
Lui preso da un nuovo pensiero
Si staccò dal gioco, la sua anima stanca.
Si mise ad andar avanti senza sapere
Che lei era
Un anemone che non molla mai,
Che brama tenacemente l’idea
Del gioco infinito che perdura
In ogni poro del suo essere ormai
Anche se sa che ogni dio, ogni dea
Festeggiano felici senza copertura.

IL TOCCO DELLO SPAZIO
Sono entrata tutta in questo sguardo
Senz’averlo previsto, indolente,
Quasi per un destino
Come in un abitato che avvolge tutto
Quello sguardo mi ha abbracciata
Prudente, primordiale
e un calore ha impregnato la mia mente.
Il mondo all’istante si dipinse di blu
Come un’insenatura appena scoperta,
Il suo volto divenne innocente
Smise d’essere cattivo.
Svegliato da quello sguardo l’essere
Si è illuminato presagendo una cascata di sole,
Una necessità d’unione con l’altro,
Una  pienezza che annuncia un senso,
Una urgenza
A gridare l’esistenza.
Per quel bagliore da qualche parte
È fiorito un mandorlo muto per l’attesa
Un nenufero si è radicato
Dopo aver ondeggiato.
Due isole si sono riavvicinate
Portate da una strana corrente
Come se una volta dopo l’alluvione
Fossero state un’isola sola.
Si è infiammato il pensiero desideroso della scintilla
E Heidegger, Nietzshe, Florenskij
Tutti sono entrati all’improvviso nel gioco,
Solo quando le mani ebbero il coraggio di toccarsi
Negando le parole, il sapere,
Toccarono vittoriose lo spazio
Disegnandoci un tatuaggio nella mente.

UN MOMENTO DI  REALTÀ
Finché sfiorato da una luna smorta
Sogni una riva lontana che non esiste
Raggiunta durante la mia assenza,
Io ti posseggo molto poco,
Ma più di quanto lui possiede me
Lui che trema per il desiderio,
Per la gelosia che lo fa diventare una belva,
Lui che avverte il senso della minaccia
E per questo annusa come una belva il pericolo e sa:
Tu sei diventato il centro –
Mi hai messa al riparo,
Mi hai aspirato in te.
Tu come Zeus sull’Olimpo
Sei diventato potente e mi hai nascosta.
Lui mi fa rinascere invano come Afrodite,
Ma io non sto lì dove mi aveva lasciata
Ad aspettare il risveglio promesso.
Ma tu sei piombato così all’improvviso
Come una pallottola dispersa e ti sei infilato in me,
Ancorato all’anima deflagri distruggendomi
Ma pure estrarre la pallottola sarebbe mortale.
Tutto il sistema della mia esistenza si è capovolto,
Tutto ciò che quella pallottola ha colpito è cambiato.
Il circuito sanguigno si coagula avvelenato
Mentre cammino titutbante verso me stessa
Per essere ancora sulla stessa strada…
E mentre tu vaghi sotto le antiche mura
Seguendo le tracce delle nuove altitudini
Non girarti
Perché l’immagine del vuoto insopportabile,
Gli abissi della mia essenza
Ti farebbero inorridire.
Presi dalla grazia del momento
Che né tu né io
abbiamo voluto.

Traduzione, Dragan Mraović

Ringrazio i lettori di questo bellissimo giornale  di aver preso un po del loro prezios tempo per  leggere qualche mia poesia,ringrazio Luigi per il suo cordiale aiuto e permissione  per la pubblicazione.

Cordiali saluti

Milica Jeftimijević Lilić

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3 comments

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  1. Formidabile successo di questo articolo sulla grande artista Serba MILICA JEFTIMIJEVIĆ LILIC.
    Si vede che i nostri lettori del giornale apprezzano la cultura al suo giusto valore!!

      • Milica Lilic on 16 Maggio 2013 at 22 h 19 min
      • Reply

      Grazie, sono molto lieta!
      Amo veramente questo bellissimo giornale giornale!

  2. Formidabile successo di questo articolo sulla grande artista Serba MILICA JEFTIMIJEVIĆ LILIC.
    Si vede che i nostri lettori del giornale apprezzano la cultura al suo giusto valore!!
    Luigi

  1. […] ogni tanto, complice. Nel profondo dubitare di tutto prepari i miei occhi al sapere…», la serba Milica Jeftimijević Ĺilić, affermata poeta del mondo slavo, offre questo suo testo, tradotto da Anna Santoliquido. Suggestive […]

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